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Documentazione dei sistemi di gestione: cosa serve davvero e cosa è superfluo

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    Redazione
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La documentazione è uno degli aspetti più discussi e spesso più fraintesi dei sistemi di gestione ISO. In molte organizzazioni è ancora associata a faldoni, procedure inutilizzate e documenti scritti solo “per l’audit”, con il risultato di appesantire l’operatività senza generare valore reale.

Le norme ISO non richiedono una quantità prestabilita di documenti, né impongono formati rigidi. Richiedono invece che l’organizzazione mantenga informazioni documentate nella misura necessaria a garantire l’efficacia del sistema di gestione. Il punto centrale non è quindi “quanto” si documenta, ma “perché” e “a cosa serve” ciò che si documenta.


La documentazione davvero necessaria è quella che supporta i processi critici, chiarisce ruoli e responsabilità, consente la ripetibilità delle attività e fornisce evidenze oggettive delle decisioni prese. Sono esempi tipici la definizione del campo di applicazione, la politica e gli obiettivi, la descrizione dei processi quando questi non sono immediatamente comprensibili, i criteri operativi e le registrazioni che dimostrano il controllo e il monitoraggio delle attività.

Un altro elemento essenziale è la coerenza tra documentazione e pratica operativa. Un documento è utile solo se riflette ciò che avviene realmente. Procedure perfette ma disattese nella quotidianità non rafforzano il sistema di gestione, anzi lo rendono fragile in caso di audit e inefficace nel tempo.

Al contrario, è superflua tutta la documentazione creata esclusivamente per “fare volume” o per replicare modelli standard senza adattamento al contesto aziendale. Manuali della qualità generici, procedure che descrivono attività ovvie o già governate da strumenti informatici, duplicazioni tra documenti diversi e registrazioni mai consultate sono segnali di un sistema documentale sovradimensionato. In questi casi la documentazione diventa un costo, non un supporto.


Un errore frequente è confondere la richiesta di “informazioni documentate” con l’obbligo di scrivere tutto. Le norme ISO lasciano ampia libertà sull’uso di diagrammi, istruzioni operative, moduli digitali, sistemi gestionali e strumenti già in uso. Se un processo è efficacemente controllato tramite software o prassi consolidate, spesso non è necessario formalizzarlo ulteriormente.


La documentazione dovrebbe essere costruita partendo dai processi reali e dai rischi, non dai capitoli della norma. Questo approccio consente di ridurre il numero di documenti, aumentarne la leggibilità e facilitarne l’aggiornamento. Un sistema documentale snello è più facile da mantenere, più comprensibile per le persone coinvolte e più solido nel tempo.


In sintesi, la documentazione utile è quella che aiuta a lavorare meglio e a prendere decisioni consapevoli. Tutto ciò che non ha un impatto concreto sull’operatività o sul controllo dei processi può essere legittimamente ridotto o eliminato, senza compromettere la conformità normativa.


Per approfondimenti operativi sulla strutturazione della documentazione dei sistemi di gestione o per valutare la reale necessità dei documenti esistenti, è possibile utilizzare i contatti presenti nel sito.

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